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Carota

La carota è originaria, secondo alcuni autori, della zona mediterranea. Sembra che fosse già conosciuta da Greci e Romani, che l’apprezzavano per le sue proprietà medicinali, anche se le carote che mangiavano i nostri antenati erano piuttosto diverse dalle nostre, essendo piccole e di colore rosso, giallo o viola. Le carote per come le conosciamo oggi si pensa vennero selezionate, a partire dal diciassettesimo secolo, da orticoltori olandesi che ricercarono attraverso degli incroci una produzione di colore arancio, in omaggio alla famiglia reale d’Olanda.

In Europa l’Italia è forse l’unico paese in grado di produrre carote per 12 mesi l’anno. I principali areali di coltivazione sono l’Emilia Romagna e il Veneto, il Lazio, l’Abruzzo e la Sicilia. Negli ultimi anni si è sviluppata anche la produzione di carote “baby”, le quali hanno la forma delle carote normali, ma sono molto più piccole.

Sono in fase di sviluppo nuove varietà dal colore viola, tonalità dovuta a un elevato contenuto di antociani.

Tra le denominazioni protette ricordiamo la carota dell’Altopiano del Fucino.

Ricca di vitamine è ottima per la salute della pelle, ed è fortemente raccomandata d’estate per facilitare l’abbronzatura.

Nell’antichità, la carota veniva esclusivamente utilizzata come alimento per gli animali e non per scopi culinari. La sua bontà e le sue proprietà di favorire alito fresco e salute alla bocca le hanno poi conferito, soprattutto nella tradizione araba, il rango di alimento.

Verdura dal sapore dolciastro, dona un gusto particolare ad ogni piatto che colora. Un esempio è il “Manzo alle carote”, per la cui preparazione è sufficiente far dorare leggermente delle rondelle di carote in un po’ d’olio, aglio e timo e far poi rosolare nello stesso condimento la carne di manzo. Bagnate con il brandy, lasciate evaporare e pepate prima di servire. Buono a sapersi, no?

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