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Fagiolo

I fagioli che consumiamo venivano coltivati in Messico già 7000 anni fa. Dopo che Cristoforo Colombo li scoprì nel suo secondo viaggio a Cuba, gli Spagnoli e i Portoghesi li introdussero in Europa nel XVI secolo. Oggi, in certi mercati messicani, si possono acquistare fino a 25 varietà diverse di fagioli.

Tra le varietà principali italiane abbiamo i fagioli di tipo Cannellino, con seme bianco, nero o blu, e quelli di tipo Borlotto, dotato di semi molto grandi, fra cui si ricorda il Borlotto di Vigevano Nano.

In Italia viene coltivato principalmente in Piemonte, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Toscana, Marche e Abruzzo.

I fagioli, come tutti i legumi, sono gli alimenti di origine vegetale più ricchi di proteine.

Queste proteine vegetali presentano grandi virtù poiché sono sprovviste di grassi e contribuiscono notevolmente alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e dell’obesità.

Nell’antichità il fagiolo, per la sua prerogativa di riacquistare freschezza con la semplice immersione in acqua, era ritenuto simbolo di immortalità. Considerati legumi di scarso pregio alimentare, soprattutto durante il Medioevo, i fagioli furono tenuti lontani dalle mense dei più abbienti che preferivano nutrirsi di carne.

Alimento prezioso nonostante la sua natura contadina, viene spesso pensato esclusivamente in piatti invernali, sottovalutando la sua capacità di arricchire anche piatti freschi. I fagioli bianchi cotti, infatti, si sposano molto bene in insalata con le erbe aromatiche. Se conditi con prezzemolo, dragoncello e un po’ d’olio, sprigionano sapori fini, delicati e quasi zuccherati. Buono a sapersi, no?

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