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Cos’è il topinambur: tra storia e leggenda

Cos'è il topinambur? Si tratta di una pianta dalle radici edibili, ampiamente utilizzate in ambito culinario e piuttosto diffusa anche in Italia.

L’origine del topinambur e del suo nome è particolare. In un mix tra storia e leggenda, il topinambur fu scoperto da Samuel de Champlain, noto esploratore, mentre stava compiendo una spedizione per scoprire la zona di Cape Cod (in Massachusetts, leggermente a sud rispetto a Boston).

Durante la spedizione, l’esploratore provò tutti i sapori tipici della zona, tra cui una pietanza cucinata con i topinambur, che apprezzò fin dal primo assaggio, pensando però si trattasse di un carciofo. Per questa ragione, il topinambur in America venne chiamato il “Carciofo di Gerusalemme”, anche se in realtà non ha nulla a che fare con i carciofi veri e propri.  

Abbastanza rapidamente questo tubero raggiunse i mercati francesi, dove iniziò a essere chiamato con il suo nome attuale, inserendosi facilmente nelle abitudini alimentari della popolazione. Ciò fu possibile grazie al suo costo ridotto e al sapore molto delicato e gradevole al palato. 

Successivamente, oltre che in Francia, il topinambur si diffuse anche in Paesi come la Germania e l’Inghilterra dove, nel 1620, veniva già citato nell’Oxford English Dictionary con il nome di Carciofo di Gerusalemme. Purtroppo venne dimenticato piuttosto in fretta, a causa dell’arrivo nei mercati europei di un tubero tra i più consumati al mondo: la patata.

Piuttosto semplice da coltivare, la patata è perfetta per essere inserita in numerose ricette. Infatti, il suo arrivo fece ridurre drasticamente il consumo di topinambur, che, nel frattempo, venne anche considerato un alimento funesto: secondo alcune leggende popolari, il topinambur era responsabile di sventure e malattie.

Questo fattore aiutò a far cadere nel dimenticatoio questo tubero che ricomparve gradualmente a partire dagli anni ’60 in America, dove questa volta venne chiamato “sunchokes”. Da quel momento in poi tornò nuovamente in voga anche in Europa, dove oggi viene consumato in varie modalità e ricette.  

Il topinambur è in grado di crescere naturalmente e presenta dei caratteristici fiori gialli.

In conclusione, non si è certi del perché l’esploratore Samuel de Champlain aggiunse al nome “carciofo” anche la parola “Gerusalemme”: la causa è stata da alcuni attribuita (ma senza certezze) a una possibile assonanza con il sostantivo “girasole”, mentre altri sostenevano che, trattandosi dell’alimento maggiormente consumato dagli esploratori, tale tubero divenne la “nuova Gerusalemme” (dei territori scoperti). 

Diffusione e coltivazione in Italia

In Italia, il topinambur è piuttosto diffuso: viene consumato in particolare in Piemonte, dove viene utilizzato come ingrediente nella ricetta tipica della bagna càuda. 

La pianta di questo tubero cresce principalmente in aree umide e si diffonde, in maniera copiosa, nei pressi dei corsi d'acqua. In ogni caso, il topinambur si può coltivare tranquillamente nell'orto di casa, in zone maggiormente esposte ai raggi solari. 

Durante la stagione invernale, quando la pianta risulta ormai secca, si possono usare i tuberi più grossi per alcune preparazioni in cucina; quelli di dimensioni più piccole sono invece molto utili se impiegati per proseguire la coltivazione, che può andare avanti diversi anni nello stesso appezzamento di terra. 

Come si cucina il topinambur? Nella cucina piemontese viene utilizzato per la bagna càuda, ma anche insieme alla fonduta. Nel Sud Italia, invece, viene mangiato raramente, ad eccezione della Sicilia. Prepararlo è piuttosto semplice: la cottura del topinambur è analoga a quella delle patate e il suo gusto inconfondibile si combina bene in piatti come zuppe o risotti.

5 curiosità sul topinambur 

1. La stagione perfetta per raccogliere il topinambur è quella invernale e la sua coltivazione è diffusa in tutta l’Italia (ad eccezione della Sardegna). Il topinambur è ricco di proprietà grazie al contenuto di proteine e vitamine (A, C, gruppo B). Si tratta di una radice deliziosa e sana: presenta infatti un ingente livello di sali minerali (potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, selenio e zinco) e di inulina (un polimero glucidico). È curioso sapere che questo tubero apporta numerosi benefici, in particolare per i diabetici, dato che è in grado di regolare la glicemia. Viene suggerito anche ai celiaci, poiché non contiene glutine. Ma le sue qualità non sono finite: diminuisce anche il livello di colesterolo nel sangue, aiuta la digestione e, in generale, è utile per rendere il corpo più forte. Inoltre, è anche adatto a chi desidera mangiare tenendosi in forma, dato che contiene poche calorie (30 ogni 100 grammi di prodotto). 
Nota: questo paragrafo conterrà un link interno all’articolo “ABC delle verdure” dedicato al topinambur). 

2. Il topinambur è ottimo anche in preparazioni dove viene inserito a crudo. Il suo gusto ricorda quello del carciofo e si consiglia di raccoglierlo e di consumarlo in giornata; ciò può essere fatto fino a inverno inoltrato, andando alla ricerca dei topinambur nel sottosuolo, verso la base della pianta. Occorre, in ogni caso, cogliere solo quelli di dimensioni più grandi, pronti per essere mangiati, mentre non bisogna cogliere quelli più teneri, dato che in primavera daranno origine ad altre piante. I topinambur appena raccolti necessitano di restare un po’ all’aria per perdere l’umidità per poi essere puliti per eliminare i residui di terra (dato che nelle preparazioni vanno inseriti con la buccia). Di solito, la pianta di questo tubero è molto produttiva: da una sola se ne possono raccogliere in grande quantità.

3. La conservazione del topinambur deve essere effettuata in frigorifero per un massimo di 10 giorni, altrimenti perderebbe la sua freschezza. Si consiglia di riporlo in una busta di carta e, successivamente, di imballarlo anche in una busta di plastica. In ogni caso, per assorbire tutte le sostanze nutritive presenti nel topinambur, oltre che per una questione di sapore, l’ideale consiste nel raccoglierlo e nel cucinarlo nel corso della stessa giornata. Un consiglio importante: non può essere congelato in freezer. 

4. La polpa di questo tubero può essere impiegata per creare cure di bellezza, in particolare per mani e piedi.

5. Il topinambur è l’ideale per le donne in gravidanza, dato che può risultare molto utile per far produrre alla futura mamma latte materno in quantità maggiori.

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