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Barbabietola

Probabilmente tutte le bietole coltivate derivano da Beta maritima L., specie selvatica diffusa soprattutto lungo i litorali del Mediterraneo.

L’inconscia ma efficace selezione praticata dall’uomo ha prodotto con il tempo una forte differenziazione dei tipi: le barbabietole da foraggio, quelle da zucchero e le bietole da orto, di cui all’inizio fu utilizzata solo la foglia, e che solo in seguito, ai tempi della Roma imperiale, diede luce al tipo da radice simile all’attuale bietola rossa e alle biete da costa.

La zona principale di produzione è il Piemonte, e a livello europeo l’Italia è il primo paese produttore.

Ottima per la sintesi delle proteine nel metabolismo e per un corretto funzionamento del sistema nervoso, ha anche proprietà antiossidanti che eliminano le tossine presenti nel nostro organismo e contribuiscono a far mantenere la linea.

Il suo succo, le cui macchie rosse sulle dita sono facilmente eliminabili con del limone, ha notevoli proprietà. È stato dimostrato infatti che permette all’organismo umano di incrementare la forza fisica e la capacità di fiato sotto sforzo.

La barbabietola è ottima in insalata ed è un contorno ideale per qualsiasi tipo di piatto, ma è anche gustosa al punto di presentarsi come piatto unico. Un esempio sono i bocconcini di barbabietola e patate, per i quali bisogna sbucciare le barbabietole, tagliarle a fette sottili e quadrate e cuocerle a vapore. Una volta cotte, disponete le fette di barbabietola come fossero dei tramezzini e intervallatele con del composto di purè di patate, erba cipollina, sale e succo di limone. Buono a sapersi, no?

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