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Cardo

Le prime tracce del Cardo sono state rinvenute in Etiopia e successivamente in Egitto, e già Plinio, nella sua “Storia Naturale”, lo annoverava fra gli ortaggi pregiati, mentre nel ‘700 il rinomato libro di cucina “Il Cuoco Piemontese” cita la ricetta più classica a base di cardi: la bagna cauda, piatto simbolo della gastronomia del Piemonte.

Tradizionalmente il cardo viene sottoposto a imbiancamento nel Nord Italia mentre al Centro-Sud viene consumato verde, e le principali tipologie sono:

  • Cardo Gobbo di Nizza, che deve il nome alla forma che assume quando viene piegato e ricoperto di terra per l’imbiancamento;
  • Cardo di Bologna, privo di spine;
  • Cardo di Chieri, molto diffuso in Piemonte;
  • Cardo di Tours, varietà pregiata ma poco diffusa perché spinosa;
  • Cardo gigante di Romagna.

Nel centro Sud viene consumato anche il cardo selvatico.

Il cardo è una fonte eccellente di fibre, potassio e magnesio e sembra abbia anche delle proprietà calmanti.

Dall’aspetto poco accattivante e dal sapore amaro è ormai poco utilizzato ma gode ancora di grande considerazione nelle cucine più povere.

Il piatto di cui è protagonista d’eccellenza è la sopracitata bagna cauda, salsa tipica della tradizione  piemontese a base di aglio, olio extravergine d’oliva e acciughe, dove il cardo va intinto a crudo. Buono a sapersi, no?

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