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Cavolfiore

Il cavolfiore è originario del Medio Oriente. Da quest’area fu portato in Italia e già al tempo dei Romani era consumato ed apprezzato. In epoca moderna un grande impulso alla diffusione venne dalla corte di Francia, ai tempi di Luigi XIV.

Esistono diverse tipologie locali, oggi affiancate da varietà selezionate. Una variante molto interessante sia per l’aspetto che per le caratteristiche organolettiche è il cavolo romanesco. In Italia i cavolfiori si coltivano in Campania, Marche, Puglia, Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Il cavolfiore è naturalmente ricco di vitamine necessarie per la produzione e il rinnovamento cellulare e sembrerebbe che gli sciacqui effettuati con il suo succo curino l’afonia ed anche la sordità.

Quando viene cotto, il cavolfiore emana un odore molto intenso e poco piacevole dovuto ai composti di zolfo in esso contenuti. Per evitare che questo odore si propaghi per tutta la casa è sufficiente aggiungere nell’acqua di cottura della mollica di pane imbevuta di aceto.

Verdura che non incontra facilmente i gusti di chiunque, ha vari modi per essere presentato in piatti saporiti e nutritivamente completi. Per esempio cuocetelo a fuoco lento in un po’ d’acqua, frullatelo e insaporitelo con una buona manciata di pepe e pezzettini di speck prima leggermente rosolati in un po’ d’olio. Buono a sapersi, no?

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