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In Cina la soia è utilizzata nell’alimentazione umana da migliaia di anni ed è stata una pianta molto importante per i cinesi, tanto da diventare una delle 5 a loro sacre, insieme a riso, frumento, orzo e miglio. Dalla Cina la coltivazione si è diffusa in Giappone e in altri paesi vicini. Gli europei conobbero la soia nel 1700, soprattutto per un suo derivato, la salsa di soia, che in Inghilterra in quegli anni divenne un condimento di moda. Dall’Inghilterra arrivò ben presto ai coloni americani, e dopo molti anni proprio negli Stati Uniti d’America si sviluppò la coltivazione su larga scala.

Oggi, Stati Uniti d’America, Brasile e Argentina sono i principali produttori di soia nel mondo.

Nell’alimentazione umana il seme della soia può essere utilizzato direttamente come tale o trasformato in latte di soia, tofu, tempeh, miso e salsa di soia.

Dalla composizione nutritiva ricca di sostanze ottime per la salute del corpo, brilla per le sue proprietà antiossidanti e per garantire protezione in molti processi biologici.
Inoltre, producendo derivati non solo proteici ma anche lipidi, viene a sostituire alimenti come il formaggio o l’olio ed è uno dei prodotti alimentari più coltivati nel mondo.

Verdura ormai conosciuta ovunque, la soia si può mangiare in insalata con lattuga, radicchio o cicoria belga, ma anche con l’insalatina di campo perché ne esalta il sapore. Inoltre, per chi non ama la carne ed è alla ricerca di un’alternativa vegetale alle classiche polpette, è possibile realizzarle con la soia, unita a zucchine, carote e piselli, amalgamate con uovo e pangrattato. Buono a sapersi, no?

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