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Spinacio

Lo spinacio è conosciuto fin dall’antichità: pare essere arrivato intorno al 1000, grazie agli Arabi, in Spagna, da dove si è diffuso negli altri Paesi europei. Dopo il 1500 la pianta è stata portata nelle Americhe dai colonizzatori.

Oggi in Italia la sua coltivazione è diffusa in particolare in Toscana, Lazio, Campania, Marche, Veneto, Piemonte e Puglia. Distinguiamo lo spinacio adulto, ottenuto con metodi di coltivazione analoghi a quello da industria, e i baby-spinaci, ottenuti in serra, che vengono consumati in insalata.

Esistono numerose classificazioni commerciali per questo ortaggio in base alla destinazione del prodotto (mercato o industria), o in base a forma, colore e superficie più o meno liscia del lembo fogliare.
 Esiste anche una classificazione in base al portamento del cespo (eretto o prostrato) anche se ai coltivatori interessa soprattutto la distinzione in base alla possibilità di coltivazione nei diversi periodi dell’anno.
 A tal proposito distinguiamo:

  • Cultivar autunno-invernali;
  • Cultivar primaverili-estive.

Lo spinacio è poco calorico e molto ricco d’acqua ed è uno dei tesori nutrizionali che ci offre il mondo vegetale in Europa. Da solo, è ricco di ferro, magnesio e calcio e di tre vitamine preziose: A, C e B9.

Caterina de’ Medici, quando lasciò Firenze per andare in sposa a Enrico di Valois, futuro re di Francia, portò con sé alcuni cuochi in grado di cucinare in vari modi gli spinaci, la sua verdura preferita. Da allora, nella cucina classica francese, le preparazioni che richiedono un contorno di spinaci sono chiamate “à la florentine”.

Contorno perfetto per ogni pasto ne consigliamo l’abbinamento alle uova per un piatto altamente nutritivo, e con il pesce per un ottimo connubio di sapori. Buono a sapersi, no?

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